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Pachino, maggioranza compatta: nasce la commissione speciale per le commissioni

Prorogata per altri 30 giorni la sospensione della obbligatorietà del parere vincolate

Se c’era una prova da superare, la maggioranza del sindaco Carmela Petralito l’ha superata brillantemente. Nonostante la nuova giunta, gli strascichi polemici e i mal di pancia di questo o quell’altro consigliere, ieri sera tutti i gruppi consiliari che hanno vinto le elezioni amministrative hanno sostenuto e approvato i punti all’ordine del giorno.

Quei numeri che non corrispondono

La prime due delle 4 ore della seduta sono trascorse per venire a capo del bizzarro elenco dei punti all’ordine del giorno. A causa di una integrazione, i consiglieri si sono ritrovati con due punti numeri due, due numeri 3, una seconda numerazione mancante del punto 1. Insomma: si propone una piena bocciatura in matematica per chi ha stilato l’elenco dei punti.

La commissione delle commissioni

Dopo la grottesca ricerca della verità numerica (e del suo ordine), si è andati al “dunque”. Ovvero venire a capo delle commissioni consiliari, che dopo 4 mesi ancora non esistono ancora e la cui obbligatorietà dei pareri è stata sospesa fino al 31 gennaio. I consiglieri di maggioranza hanno approvato una commissione speciale che si occuperà dell’integrazione del regolamento delle commissioni consiliari, proposta dai consiglieri Ruggero Lupo e Angelo Pantoni. L’obiettivo era quello di far partecipare tutti i gruppi consiliari ma l’opposizione ha deciso di defilarsi da questa scelta. Faranno parte della commissione i consiglieri Alessia Tropiano, Aldo Russo, Angelo Pantoni, Ruggero Lupo e Giuseppe Lupo. Successivamente il consiglio all’unanimità ha votato lo slittamento di ulteriori 30 giorni della sospensione del parere obbligatorio delle commissioni.

I risvolti politici: lo scappellotto di Fratelli d’Italia

Quello che doveva essere politicamente una mazzata per il sindaco, Carmela Petralito e per il presidente del consiglio comunale, Franco Ristuccia, è risultato un tenero scappellotto. Dopo l’esclusione dalla giunta del primo partito cittadino, qualcuno minacciava stravolgimenti, altri hanno raccontato di terremoti. Niente di tutto ciò. Ieri sera in consiglio comunale hanno parlato tutti e tre i consiglieri del partito della Meloni (Sebastiano Gabeli, Giuseppe Lupo e Nuccia Burgaretta), hanno lasciato percepire un malessere, per carità, ma si sono allineati e coperti.

La considerazione più piccata è stata quella del capogruppo Gabeli, che si è visto revocare l’assessore di riferimento (Arangio) dopo soli 40 giorni. Gabeli parla di un “patto elettorale tradito”, di un partito snobbato e di “alchimie di palazzo”. “Non riteniamo una sconfitta essere fuori dalla giunta – ha spiegato Gabeli – perché abbiamo deciso di anteporre con forza il bene della nostra Pachino all’accattonaggio per la poltrona, la sconfitta sarebbe quella di proseguire con un modus operandi che tende a sminuire il consiglio comunale o continuare a tradire il risultato delle urne. Quindi ad oggi non possiamo nascondere che l’operato di questo esecutivo, del sindaco, del presidente, ha fatto si che il nostro gruppo perdesse la fiducia”.

Fdi ha dimostrato il proprio malessere, votando al fianco della maggioranza ma mandando dei messaggi per il futuro.


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