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Pachino, Maione ritira la propria candidatura a sindaco: “La città ha bisogno, ma a pochi interessa questa verità”

Dopo il vertice tra i leader regionali di M5S e PD

Vitaliano Dilorenzo e Angelo Maione

Angelo Maione ha ritirato la propria disponibilità alla candidatura a sindaco. Maione, 67 anni, ha affidato le – non poco polemiche – decisioni alla propria pagina Facebook, arrivate pochi giorni dopo il vertice tra i responsabili regionali di M5S e Pd.

Da circa un mese, manifesto l’intenzione di ritirare la mia candidatura a sindaco del Comune di Pachino – ha scritto Maione – Ulteriori riflessioni, dovute al ritmo degli eventi e a una sinfonia non del tutto armonica, mi inducono ad ufficializzare quella che all’inizio era solo una intenzione”. E questo ritmo è stato scandito venerdì pomeriggio in piazza Vittorio Emanuele nell’ambito di un confronto tra il sottosegretario Giancarlo Cancelleri, leader siciliano dei pentastellati, i deputati M5S Maria Marzana e Filippo Scerra e i rappresentanti democratici: il segretario regionale Anthony Barbagallo assieme al segretario provinciale, Salvo Adorno, e l’ex assessore regionale Bruno Marziano. Un incontro in cui è stato avviato un dialogo per cercare di far convergere il Pd, che aveva già scelto di sostenere Angelo Maione, sulla candidatura del grillino Fabio Fortuna.

Le incomode circostanze ordinano imperiosamente di arrestarsi – ha proseguito Maione – La città ha bisogno, ma a pochi interessa questa verità che si manifesta nuda e decisa. Quello che conta è la difesa dei limiti angusti del proprio mondo e dei propri interessi”.

Poche e amare parole per descrivere la grottesca situazione creatasi: fortemente voluto da Io Cambio Pachino/Riscriviamo Pachino e dal Partito democratico, e scaricato prima dal movimento guidato da Andrea Nicastro e dopo poco a mettere in discussione la posizione del Pd ci hanno pensato i vertici regionali. “Il rispetto per gli altri è un dovere – è la chiosa finale di Angelo Maione – il rispetto per se stessi è un obbligo”.

Al momento, dunque, una volta disintegratasi la coalizione del Centrosinistra con candidato Angelo Maione, l’ipotesi più accreditata sarebbe una formazione progressista guidata da Fabio Fortuna, con a sostegno due liste: una formata da M5S, Articolo Uno e Io Cambio Pachino, l’altra dai democratici che accetteranno di allearsi con i pentastellati. In casa Pd, infatti, pare sia esploso (o riesploso) un infuocato scontro che nelle prossime ore potrebbe portare a decisioni drastiche.


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