Il riscatto e l’emancipazione dei popoli passa attraverso gli occhi delle giovani donne. Dall’India all’Italia. Questo il filo conduttore dei 6 film in concorso alla XVI edizione del Festival Internazionale del Cinema di Frontiera che si svolgerà dal 25 al 31 luglio a Marzamemi.
La capacità di sognare, nonostante la terribile realtà in cui ci si trova a vivere, è la forza motrice di “Sonita”, il primo dei sei film in concorso per la sezione lungometraggi. Film documentario di Rokhsareh Ghaem Maghami, racconta la storia di una giovane donna che sogna di diventare una cantante rapper.
Il 26 luglio, sarà invece la volta de “La sposa bambina”, l’esordio al lungometraggio di finzione di Khadija Al Salami, e racconta la storia di Nojoom, una bambina yemenita costretta dalla sua famiglia a sposare un uomo 20 anni più grande di lei (la stessa regista a 11 anni è andata in sposa a un uomo di oltre 20 anni più vecchio, dal quale è riuscita ad affrancarsi).
Il terzo film in concorso, “Tra la Terra e il cielo” (mercoledì 27 luglio), ci porta invece sulle rive del Gange dove, tra i mutamenti della contemporaneità e le richieste della tradizione, si incrociano e si mescolano le vite di vari personaggi con le loro storie di amore, libertà, emancipazione. Film d’esordio di NeerajGhaywan.
Con “The eichmann show” di P. Andrew Williams (giovedì 28 luglio) ci spostiamo nel 1961, l’anno in cui il criminale nazista Adolf Eichmann venne processato per crimini contro l’umanità.
Il concorso prosegue con “Appena apro gli occhi” di Lejla Bouzid, regista trentenne al suo primo lungometraggio di finzione. La storia è ambientata a Tunisi, nell’estate 2010, pochi mesi prima della Rivoluzione.
L’ultimo film in concorso lascia spazio all’Italia: “Fiore” di Claudio Giovannesi, che racconta del desiderio d’amore di una ragazza adolescente vissuto con una forza in grado di infrangere ogni legge.
“Si tratta di una selezione di film – commenta Nello Correale – provenienti dai festival di tutto il mondo, da Cannes al Sundance, da Venezia a Toronto. Una selezione che porta sullo schermo della piazza grande di Marzamemi un messaggio chiaro: le giovani donne, dall’India all’Italia, dallo Yemen agli Usa, sono le protagoniste del riscatto e dell’emancipazione di sé e dei loro popoli.
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