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Pachino, murale cancellato alla scuola Verga: scontro tra sindaco e Pd, poi il chiarimento

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Murales scuola Verga Pachino

Nessuna decisione politica, nessun ordine dell’amministrazione e neppure la volontà della scuola di eliminare il murale. Le due giraffe che da circa un anno accoglievano i bambini all’ingresso della scuola elementare “Giovanni Verga” di Pachino sono state cancellate per errore durante alcuni lavori di rinfresco degli ambienti.

A chiarire quanto accaduto è stata la referente del plesso, Cinzia Cammisuli: nel mese di giugno la scuola è stata interessata da un generale rinfresco degli ambienti interni in vista dell’accoglienza dei bambini per il nuovo anno scolastico. Durante queste attività, un collaboratore ha cancellato il dipinto che caratterizzava l’ingresso senza che gli fosse stato dato alcun incarico o autorizzazione a farlo. Quando ci si è accorti dell’errore, ormai il murale era stato coperto.

Una ricostruzione che chiarisce l’origine di una vicenda diventata nel giro di poche ore terreno di un duro confronto politico tra il sindaco Giuseppe Gambuzza e il segretario cittadino del Partito Democratico Joseph Franzò.

A sollevare pubblicamente il caso era stato Franzò, ricordando come circa un anno fa un artista locale avesse realizzato il murale per rendere più bello e accogliente l’ingresso della scuola: “Un murales figlio di passione, del desiderio di rendere più bello, empatico ed accogliente un luogo vissuto ogni giorno dai nostri bambini”.

Franzò aveva quindi criticato duramente la cancellazione dell’opera, definendola una “totale mancanza di senso civico, di educazione al bello, all’empatia, alla cura emotiva dei luoghi adibiti ai bambini e ai ragazzi”. Nel lungo intervento non erano mancati diversi riferimenti ironici all’amministrazione comunale sostenuta da Rinascita e Forza Italia: “Naturalmente sono certo che la mitica Amministrazione Rinascita/Forza Italia, che non è fatta di stolti senza rispetto per arte e verde pubblico, ma da grandi estimatori d’arte e bellezza civica e urbana, cosa nota e risaputa, non sapesse nulla di questo scempio”.

Una frase formalmente assolutoria nei confronti dell’amministrazione, ma costruita con un sarcasmo evidente. Il tono del post ha provocato la reazione del sindaco Giuseppe Gambuzza, che ha respinto qualsiasi coinvolgimento dell’amministrazione e chiesto pubblicamente le scuse del Partito Democratico: “chiedo al PD Pachino le scuse ufficiali per le sciocchezze che ha scritto quello che voi chiamate segretario sulla questione del murales cancellato“. Gambuzza ha sottolineato che lui e i partiti che sostengono l’amministrazione, Rinascita e Forza Italia, non erano a conoscenza di quanto accaduto, richiamando proprio le spiegazioni fornite dalla referente del plesso.

Il sindaco ha quindi invitato Franzò a informarsi sulle effettive responsabilità prima di intervenire pubblicamente. La replica è poi andata oltre il caso del murale, trasformandosi in un attacco politico diretto al segretario dem. Gambuzza ha citato anche Roberto Bruno e Turi Borgh, sostenendo che abbiano fatto bene a lasciare il PD, e ha auspicato una presa di distanza da parte del gruppo vicino a Emiliano Ricupero.

Dopo la ricostruzione dell’accaduto è tornato sulla vicenda lo stesso Franzò: “Sono veramente molto contento che si sia chiarita la questione qui affrontata. E sono contento, ma ne ero certo, che la mitica Amministrazione Rinascita/Forza Italia non c’entrasse nulla”

Il segretario del PD ha quindi riconosciuto apertamente il carattere sarcastico del precedente intervento (“Ho visto che la mia ironia ha indispettito… ma suvvia, era solo ironia”) e ha ricordato inoltre che, secondo quanto da lui riferito, era stata proprio l’amministrazione comunale a commissionare il murale quando venne realizzato, circostanza che rende ancora più evidente l’assenza di una volontà politica di cancellarlo.

Il segretario dem ha infine auspicato che, terminati i lavori nel plesso, si possa intervenire nuovamente sull’ingresso della scuola:“Spero che, dopo spiegazioni, precisazioni e dopo i lavori che verranno eseguiti nel plesso, verrà ripristinata un’espressione artistica simile a quella cancellata, con lo stesso tono. Perché l’arte abbellisce. Sempre”.