Pachino, Nello Musumeci punta su Marzamemi: “Ma ha bisogno di acqua, non di autobotti”

Ieri il presidente della Regione ha visitato il Siracusano

Nello Musumeci a Marzamemi

Marzamemi ha gli occhi puntati addosso, nonostante l’emergenza sanitaria. Non solo quelli dei turisti, affascinati dall’incantevole borgo marinaro, ma anche e soprattutto quelli del presidente della Regione, Nello Musumeci, che ha parlato dei problemi della frazione durante la visita di ieri nel Siracusano.

Marzamemi ha bisogno di aver l’acqua e non le autobotti – ha dichiarato il Governatore siciliano – e di un ampio parcheggio”.

Ha parlato dell’intervento di riqualificazione della chiesetta sconsacrata di San Francesco di Paola in piazza Regina Margherita, in cui sono ripresi i lavori dopo i lockdown. “Era una chiesa abbandonata  – ha continuato il presidente Musumeci – e abbiamo varato un progetto di riqualificazione. Speriamo di farla diventare un luogo della cultura. Bisogna ridare lustro a Marzamemi, per la sua tradizione e per la funzione che svolge, come borgo marinaro e come borgo di forte attrazione turistica. Serve guardare a queste località con particolare attenzione. E anche il Comune di Pachino deve fare la propria parte”. Nello Musumeci è molto legato al borgo marinaro pachinese, in cui si è sposato uno dei figli nel 2018. E proprio durante una passeggiata in quel giorno di festa, il presidente si è accorto dello stato di abbandono della chiesetta.

I lavori sono cominciati a febbraio e il costo previsto dell’intervento è di 600 mila euro, di cui 460 mila per i lavori e 140 mila per somme a disposizione, somme del Fondo sviluppo e coesione 2014-2020 – Patto per la Sicilia. L’intervento (che avrebbe dovuto essere completato tra giugno e luglio ma slitterà a causa dell’emergenza sanitaria) prevede il restauro della struttura, la ricostruzione del tetto, la pavimentazione, il consolidamento e l’integrazione degli intonaci interni ed esterni. Ed anche il ripristino delle decorazioni interne e il restauro del prospetto principale.

La chiesetta diventerà un piccolo museo del mare in cui verranno custoditi alcuni dei gioielli ripescati dai fondali marini della costa del sudest siciliano, come i reperti che sono oggetto di studio da parte dell’università  statunitense Stanford.


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