Pachino, Omicidio Nastasi: ricorso di “Rabbiele” Forestieri respinto in Cassazione

Il 42enne è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di omicidio e occultamento di cadavere

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dei legali di Raffaele “Rabbiele” Forestieri. Il 42enne, arrestato lo scorso giugno dai carabinieri e accusato di omicidio e occultamento di cadavere, dovrà rimanere in carcere. A luglio i giudici del Tribunale del Riesame di Catania hanno respinto il ricorso dei legali di Forestieri, difeso dagli avvocati Luigi e Paolo Caruso Verso, e con sentenza dello scorso 6 novembre è stato respinto anche il ricorso in Cassazione, presentato dai Caruso Verso tramite il legale Enrico Trantino.

“Rabbiele” è accusato, assieme al nipote Paolo Forestieri deceduto, dell’omicidio di Emanuele Nastasi, scomparso a gennaio del 2015, quando aveva 33 anni e il suo corpo non è più stato ritrovato.

All’epoca è stata rinvenuta la sua automobile carbonizzata e dopo una serie di indagini dei carabinieri è sorta l’ipotesi dell’omicidio dell’uomo e dell’occultamento del cadavere. Infatti i carabinieri sono riusciti a trovare alcuni resti umani infondo a un pozzo. Così a maggio del 2019 la Procura di Siracusa, visti i nuovi elementi emersi, ha riaperto le indagini.

I militari dell’Arma hanno messo insieme i tasselli del puzzle secondo cui Rabbiele Forestieri assieme al nipote Paolo Forestieri, deceduto nel 2015, avrebbero ucciso Nastasi poiché si sarebbe lamentato con i suoi pusher per una dose di 80 grammi di eroina di scarsa qualità e quantitativo inferiore. Dopo 5 anni Raffaele Forestieri è stato arrestato nella sua abitazione, nel quartiere popolare di via Mascagni. Durante le perquisizioni eseguite al momento dell’arresto, i carabinieri hanno sequestrato una pistola calibro 7,65 con matricola abrasa, 77 proiettili del medesimo calibro, 16 grammi di cocaina e ben 900 grammi di marijuana, banconote di vario taglio per mille 200 euro, tutto materiale rinvenuto nelle pertinenze delle case popolari.

Durante l’interrogatorio di garanzia Forestieri si è avvalso della facoltà di non rispondere, rilasciando una dichiarazione spontanea di assoluta estraneità al presunto omicidio contestato.

Nel ricorso in Cassazione, secondo la tesi difensiva dei legali di Forestieri la decisione del Tribunale del riesame sarebbe risultata sprovvista di un percorso argomentativo che desse esaustivamente conto della sussistenza dei gravi indizi di reato, inoltre le intercettazioni, dopo la riapertura delle indagini preliminari, erano state eseguite nei confronti di soggetti che non erano collegati a Raffaele Forestieri, e che nessuna avrebbe permesso di ricondurre lo stesso “Rabbiele” alla morte di Emanuele Nastasi. Ma la Corte di Cassazione ha ritenuto infondato il ricorso. In estrema sintesi, per la Cassazione le norme che autorizzano le intercettazioni consentono, che attengono all’esistenza del reato, e non alla colpevolezza di un soggetto, ai fini di tutela cautelativa, in via eccezionale, la violazione del diritto di segretezza di ogni forma di comunicazione. Inoltre l’interpretazione del linguaggio adoperato dai soggetti intercettati, anche quando sia criptico o cifrato, costituisce questione di fatto, rimessa alla valutazione del giudice di merito, la quale, se risulta logica in relazione alle massime di esperienza utilizzate, si sottrae al sindacato di legittimità.


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