Giovedì 3 dicembre scorso il Tribunale di Siracusa in composizione collegiale, presieduto da Antongiulio Maggiore, con a latere le Dottoresse Martina Belpasso e Giulia D’antoni (relatrice) ha emesso la sentenza che definisce il primo grado di giudizio del procedimento che prese avvio nel 2017 con l’operazione di indagine del Commissariato di Polizia di Pachino, coordinato dalla Procura di Siracusa, denominata Maschere Nude, pronunciando l’assoluzione per l’insussistenza del fatto per tutti gli imputati di concussione.
Il processo ha visto imputati, tra gli altri, sia l’ex consigliere comunale Salvatore Spataro, sia Salvatore Giuliano, ritenuto responsabile di avere riallacciato le fila dell’omonimo clan, dopo la sua scarcerazione nel maggio del 2013. I due, assieme all’ex Sindaco Paolo Bonaiuto (difeso dall’avvocato Giuseppe Gennaro) ed all’ex Consigliere comunale Massimo Agricola (difeso dall’avvocato Nino Cataldi), erano imputati del reato di concussione, per avere, nelle rispettive qualità di amministratori comunali, mediante minaccia, consistita nella mancata emissione del mandato di pagamento, costretto un imprenditore a versare una tangente pari ad 10.000 euro.
“Il processo appena concluso – dice l’avvocato Giuseppe Gurrieri -, deve ritenersi uno dei più importanti degli ultimi anni per comprendere lo scenario politico amministrativo pachinese e per essere stato, assieme al processo “Araba Fenice”, quello che ha poi portato il Comune di Pachino allo scioglimento per infiltrazioni mafiose, alla luce di questa sentenza la storia di Pachino andrebbe riscritta e qualcuno, scusandosi, dovrebbe fare qualche passo indietro, mi riferisco a tutti quelli che sono stati i sostenitori della tesi secondo la quale, nel Palazzo Comunale di Pachino, si era venuta a creare una combine politico mafiosa con una amministrazione dove sedevano allo stesso tavolo amministratori e mafiosi, con l’allora consigliere comunale a fare da cerniera tra l’amministrazione e Salvatore Giuliano, amico di Spataro sin dall’infanzia, a rappresentare gli interessi illeciti.
Poi, inesorabilmente, dopo troppi anni, sono arrivate le sentenze, Spataro e Giuliano assolti dal reato di associazione mafiosa nel processo Araba Fenice, Spataro e Giuliano assolti dal reato di concussione nel processo Maschere Nude.
“Qualcuno – prosegue il legale -, su questa menzogna, ha pure trovato il modo di brillare, ottenendo lustro da ciò che non era vero, brillando di una luce riflessa che oggi si è spenta a favore della verità dei fatti, tutto questo ha creato danni irreparabili, con Salvatore Spataro messo ai margini della politica e interdetto alla candidatura per due tornate elettorali, misura che oggi, alla luce delle assoluzioni in entrambi i processi, si scopre essere stata ingiusta ed immotivata. Resta, amaramente, la soddisfazione di avere fatto un buon lavoro per gli imputati, per la buona amministrazione della giustizia ma anche a soprattutto per Pachino, rimasta a lungo indifesa e male amministrata da chi, forse per incapacità, forse per viltà, ma anche solo per pigrizia, ha preferito subire e non reagire a tutti questi torti, ha preferito “lasciar correre” non opponendosi allo scioglimento per mafia del Comune di Pachino”.
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