Pachino, ottavo giorno di protesta per gli operatori ecologici: domani tocca ai comunali

Ai lavoratori della Dusty è stata saldata mezza mensilità su 5. Per i municipali gli stipendi arretrati sono 6

Il presidio di stamattina al cantiere della Dusty

Un segnale c’è stato, anche se quasi impercettibile: mezza mensilità è stata pagata agli operatori ecologici, a fronte dei 5 mesi arretrati. Ma non basta al tanto agognato sospiro di sollievo per i 40 lavoratori della Dusty, che nonostante la pioggia battente hanno deciso di prolungare la protesta: presidio fuori dal cantiere, lungo la strada provinciale per Noto, e digiuno. Ed quello di oggi è l’ottavo giorno consecutivo.

Un segnale c’è stato – hanno dichiarato i lavoratori – è vero, ma non ci può bastare mezzo stipendio su 5 per far rifiatare le nostre famiglie. Siamo disperati e indebitati, così abbiamo deciso di proseguire la forma di protesta”. L’azienda Dusty sta valutando, inoltre, di rilasciare ai lavoratori i buoni pasto. Ma si parla sempre di pochissime centinaia di euro “che non ci bastano – hanno continuato gli operainemmeno per andare a fare la spesa al supermercato”.

Intanto domani tocca ai municipali manifestare il loro stato di disagio per il mancato pagamento di 6 mensilità.

La macchina comunale si fermerà, anche se verranno garantiti i servizi essenziali, per via dello sciopero proclamato dalla sigle sindacali della funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil. È anche previsto un presidio dei comunali davanti al palazzo di via XXV Luglio.

Molte delle loro famiglie sono giunte al collasso – hanno dichiarato Franco Nardi della Cgil, Daniele Passanisi della Cisl e Alda Altamore della Uil – tale giornata di sciopero si rende necessaria dopo i numerosi incontri avuti con la Commissione Straordinaria che,  nonostante gli impegni profusi per la risoluzione del problema, purtroppo ad oggi ancora non si profila alcuna data certa sul pagamento degli stipendi. La profonda crisi finanziaria dell’ente sta provocando una situazione di estremo disagio e povertà tra i dipendenti dell’ente e il suo perdurare rischia di far esplodere tensioni sociali pericolose”.


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