Guardarlo da vicino mette tristezza: è in condizioni fatiscenti il “palchetto della musica” posto al centro di piazza Vittorio Emanuele, il “salotto buono della città”, come si ama – o si amava – ripetere a Pachino.
Un salotto che, come quello dell’Azzecagarbugli nei Promessi sposi, un tempo sarà pure stato buono, ma che da qualche anno sembra solo decaduto e trascurato. Per fortuna c’è l’iniziativa di pochi e coraggiosi privati che tentano, con un certo successo, di ravvivare piazza Vittorio Emanuele.
Il palchetto della musica, centro assoluto della città, guarda silenzioso la piazza intorno a sé e lentamente cade in rovina. Le assi di legno, da tempo sconnesse, si incurvano sempre di più, lasciando spazio, tra l’una e l’altra, alle erbacce che crescono. Il marmo della scalinata d’accesso è sudicio.
Gli otto grandi compositori di musica lirica si affacciano in bassorilievo dai lati del palchetto con le facce annerite e i nasi spezzati, grazie a chi bivacca in piazza appoggiandosi al palchetto e alzando il piede contro la bassa parete.
I cartelli affissi da qualche anno avvisano: “Comune di Pachino, pericolo di crollo”, quasi un triste presagio sull’intera città, dal centro assoluto della città.
Salvatore Cammisuli
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