La Pasqua ha disteso i nervi. Forse. Nelle ultime ore sono sono state registrate prove tecniche di disgelo tra il sindaco, Carmela Petralito, e la sua maggioranza. In particolar modo con il “suo” movimento, Cambiamenti, di cui era presidente fino a pochi mesi fa e da cui è stata rinnegata durante l’ultima seduta di consiglio comunale. Stando alle voci che si rincorrono, il sindaco avrebbe ammesso qualche errore politico e si sarebbe presentato alla porta dei suoi partiti, chiedendo “scusa” per l’atteggiamento autoritario con cui ha cercato di fare a meno delle forze che la hanno sostenuta durante le elezioni. Proprio ieri ha incontrato i “suoi” compagni di partito di Cambiamenti, comunicando che sarebbe anche pronta per un nuovo azzeramento della giunta.
L’assessore ripudiato
Cambiamenti ha pubblicamente preso le distanze dal proprio esponete in giunta, Giuseppe Campo. E c’è chi – il gruppo politico Cittadinanza pachinese libera – ha sollevata una questione di “incompatibilità” dello stesso esponente dell’esecutivo. Carmela Petralito sarebbe disposta a fare a meno di Campo, a quanto pare, ma per una scelta politica e non per incompatibilità di sorta. E anche di Daria Di Maio, che non avrebbe alcuna “casa” politica. Il vicesindaco Ninni Nicastro, da consigliere comunale si è dichiarato indipendente da #diventerà Bellissima assieme al consigliere Maria Concetta Monaco, dunque anche lui senza “casa” politica ma sostenuto da due consiglieri. Martina Giuliano è esponente in giunta di #diventerà Bellissima, e sarà il movimento del presidente della Regione a scegliere se rivendicarne la conferma o meno.
“Dimettetevi”
Nello scontro intestino alla maggioranza si insinua il nuovo movimento cittadino “Cittadinanza libera”, che ha chiesto espressamente alla maggioranza di interrompere l’esperienza amministrativa “che causa e causerà – hanno detto gli esponenti di CL – una devastazione amministrativa, politica e sociale. L’unica soluzione sarebbero le dimissioni in massa di tutti, della sindaca e dei consiglieri che l’hanno eletta, ma è probabile che, tutti insieme, non avranno cotanto coraggio. Certamente, però, potrebbero dimettersi, seduta stante, i consiglieri di Cambiamenti e subito dopo sciogliere il movimento politico che più di tutti ha danneggiato la città di Pachino, per quello che hanno compiuto nella loro prima nefasta esperienza e per quello che dimostrano di non essere capaci di fare oggi.
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