Pachino, omicidio Nastasi: resta in carcere “Rabbiele” Forestieri

Il 42enne è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di omicidio e occultamento di cadavere

“Rabbiele” Forestieri resta in carcere. I giudici del Tribunale del Riesame di Catania hanno respinto il ricorso dei legali di Raffaele Forestieri, 42 anni, arrestato a giugno dai carabinieri con l’accusa di omicidio e occultamento di cadavere. L’uomo, difeso dagli avvocati Luigi e Paolo Caruso Verso,  è accusato, assieme al nipote Paolo Forestieri deceduto, dell’omicidio di Emanuele Nastasi, scomparso a gennaio del 2015, quando aveva 33 anni e il suo corpo non è più stato ritrovato.

All’epoca è stata rinvenuta la sua automobile carbonizzata e dopo una serie di indagini dei carabinieri è sorta l’ipotesi dell’omicidio dell’uomo e dell’occultamento del cadavere. Infatti i carabinieri sono riusciti a trovare alcuni resti umani infondo a un pozzo. Così a maggio del 2019 la Procura di Siracusa, visti i nuovi elementi emersi, ha riaperto le indagini.

I militari dell’Arma hanno messo insieme i tasselli del puzzle secondo cui Rabbiele Forestieri assieme al nipote Paolo Forestieri, deceduto nel 2015, avrebbero ucciso Nastasi poiché si sarebbe lamentato con i suoi pusher per una dose di 80 grammi di eroina di scarsa qualità e quantitativo inferiore.

Dopo 5 anni Raffaele Forestieri è stato arrestato nella sua abitazione, nel quartiere popolare di via Mascagni. Durante le perquisizioni eseguite al momento dell’arresto, i carabinieri hanno sequestrato una pistola calibro 7,65 con matricola abrasa, 77 proiettili del medesimo calibro, 16 grammi di cocaina e ben 900 grammi di marijuana, banconote di vario taglio per mille 200 euro, tutto materiale rinvenuto nelle pertinenze delle case popolari.

Durante l’interrogatorio di garanzia Forestieri si è avvalso della facoltà di non rispondere, rilasciando una dichiarazione spontanea di assoluta estraneità al presunto omicidio contestato.


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