Pachino, ricorso al Tar contro la chiusura delle scuole disposta da Musumeci

A presentarla 3 legali: Maria Elena Scirè, Salvatore Di Fede e Salvatore Marziano

Di Fede, Scirè e Marziano

Non siamo negazionisti, ma siamo genitori che hanno cura dei propri figli e che vogliono porre fine a quella che consideriamo una ingiustizia”. Così hanno deciso di presentare un ricorso al Tribunale amministrativo regionale, i legali pachinesi Maria Elena Scirè, Salvatore Di Fede e Salvatore Marziano, proprio contro l’ordinanza firmata dal presidente della Regione, Nello Musumeci, con cui dispone lo “stop” alle lezioni in presenza per istituti comprensivi e superiori. “Siamo ben consci della gravità della situazione e dell’emergenza sanitaria in corso – hanno dichiarato i tre avvocati – ma è una linea dura utilizzata impropriamente solo nei confronti dell’istituzione scolastica. Servono, invece, provvedimenti restrittivi differenti per condizioni differenti di contagio: non si possono mettere a paragone casi di altissima concentrazione di contagiati, come nelle città metropolitane siciliane, ai 68 di Pachino”.

Diverse sono le motivazioni portate dai 3 avvocati a sostegno del ricorso: a Pachino, così come in tutto il resto d’Italia, le scuole sono rimaste chiuse nel periodo natalizio quindi non avrebbero potuto essere luoghi di contagio. “Cosa diversa – hanno continuato Scirè, Di Fede e Marziano – se ci fossero dei casi specifici. E poi qui a Pachino, come in tantissimi altri centri siciliani, non abbiamo mezzi pubblici che potrebbero contribuire ad un sovraffollamento da contagio: i ragazzi vanno a scuola con i genitori, a piedi o in motorino e possiamo confermare che vengono garantite condizioni di sicurezza”.

Per i tre avvocati la decisione sui territori deve essere demandata ai prefetti o ai sindaci, che conoscono la realtà territoriale. “Continuando così – hanno sottolineato – stanno arrecando un danno enorme ai nostri figli, soprattutto a chi ha problemi di apprendimento o anche economici, perché non può permettersi un tutor per assistere i più piccoli durante la didattica a distanza, quando i genitori non sono presenti poiché impegnati nel lavoro.

L’obiettivo del ricorso è quello di ottenere una sospensiva, come avvenuto in Calabria. “Ci auguriamo – hanno concluso Maria Elena Scirè, Salvatore Di Fede e Salvatore Marziano – che i nostri figli possano presto tornare in classe e che tante altre famiglie sostengano  questa battaglia”.


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