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Pachino, ricorso contro la chiusura delle scuole, il Tar rigetta la sospensiva

Presentato dai legali Maria Elena Scirè, Salvatore Di Fede e Salvatore Marziano

Di Fede, Scirè e Marziano

La sospensione non l’hanno ottenuta, perché l’ordinanza di Musumeci scade oggi, ma è stata fissata un’udienza: l’11 febbraio. Ammesso che il Governo regionale decida di prolungare la didattica a distanza per gli istituti comprensivi e quelli superiori, la vicenda sarà discussa fra 3 settimane in Camera di consiglio. Oggi il Tribunale amministrativo regionale di Catania ha rigettato l’istanza dei tre legali pachinesi Maria Elena Scirè, Salvatore Di Fede e Salvatore Marziano, che avevano presentato ricorso contro l’ordinanza del presidente della Regione, Nello Musumeci con cui ha disposto lo “stop” alle lezioni in presenza per istituti comprensivi e superiori dopo il periodo di festività.

Tra le motivazioni a sostegno del ricorso quelli concernenti un indice di contagio differente nelle diverse città siciliane per utilizzare lo stesso provvedimento, ritenuto eccessivamente restrittivo rispetto ad altri settori della vita. Ma c’è anche l’aspetto del danno d’istruzione sui minori e, soprattutto, sulle famiglie che non possono permettersi tutor per assistere i figli.

Il Tar catanese ha detto “no”, poiché “non sembra possa determinarsi – si legge nel decreto – alcuna irreversibile compromissione del diritto allo studio (in riferimento alla temporaneità dell’efficacia del provvedimento che scade proprio oggi) posto che è preciso dovere dell’amministrazione procedere immediatamente alla riapertura totale o parziale dell’attività didattica nella scuola primaria, in relazione al positivo evolversi della situazione epidemiologica”.

Sostanzialmente il Tar dice che sarebbe inutile sospendere una ordinanza che scade oggi, e invita l’amministrazione a riaprire le scuole ma in relazione ad una diminuzione dei contagi. Ma che, comunque, “il diretto all’istruzione costituzionalmente garantito” non può non correlarsi., stante all’attuale stato di grave e variabile emergenza sanitaria, con l’altrettanto fondamentale diritto costituzionale alla salute”.

L’istanza, così, è stata rigettata e la trattazione è stata fissata per l’11 febbraio 2021. Ammesso che si continui con la didattica a distanza o si torni alle lezioni in presenza. Ma questo lo sapremo tra poche ore.


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