Pachino, il ripristino di Sic e Zps: il Cga da torto anche al Consorzio di tutela del pomodoro

Vince la Regione: dopo quella del Comune, riformata anche la sentenza del Tar che aveva dato ragione al Consorzio Igp

Adesso c’è pure la sentenza di riforma sul ricorso del consorzio di tutela del pomodoro: anche in questo caso il Cga da ragione alla Regione, confermando il ripristino dei Siti di importanza comunitaria e le Zone di protezione speciale. Già a dicembre dell’anno appena trascorso il Consiglio di giustizia amministrativa si era espresso, a 13 anni di distanza dalla prima istituzione, per il ripristino di Sic e Zps nel territorio pachinese, riformando con una sentenza la decisione del Tribunale amministrativo di Catania del 2018, dando ragione all’assessorato regionale Territorio ed Ambiente che aveva presentato ricorso contro il Comune di Pachino.

Il Tar, infatti, nel 2018 aveva dato ragione all’ente municipale annullando sia il decreto della Regione Sicilia di istituzione delle aree Sic e Zps relativamente al territorio pachinese, sia il piano di gestione adottato nel gennaio del 2017. Stesso risultato avevo portato al Tar il ricorso presentato dal consorzio di tutela “Igp pomodoro di Pachino”: per il tribunale catanese gli atti impugnati avevano violato il diritto di partecipazione del Comune di Pachino e anche del Consorzio, che avrebbero dovuto avere uno specifico interesse ad interloquire su aspetti di notevole interesse derivanti dall’approvazione delle cartografie di interesse naturalistico Sic e Zps e dei siti di Natura 2000. 

In sostanza, il Tar aveva dato ragione a Comune e Consorzio riguardo alla mancanza di confronto sia con cui era stata effettuata la perimetrazione, sia con cui era stato pensato e redatto il piano di gestione. Fattori che – stando alla tesi dei ricorrente – avrebbero potuto causare gravissimi ed irreparabili danni economici e finanziari alle imprese del territorio. 

E identico è stato il risultato al Cga di Palermo. Infatti, così come sentenziato dal Cga nel primo caso, l’ente di via XXV Luglio avrebbe avuto la possibilità di partecipare al procedimento nel 2011, quando è ripartito l’iter delle perimetrazioni. E alle comunicazioni dell’assessorato regionale inviate agli uffici comunali non sarebbero seguiti riscontri. Dunque, per il Cga quella sarebbe stata una possibilità data al comune per far valere le proprie ragioni.

In più, riguardo alla pretesa del Consorzio di essere coinvolto nel procedimento di adozione del Piano, per il Cga “non trova fondamento nella disciplina sul procedimento amministrativo, né può considerarsi sufficiente il grado di maggiore rilevanza che un dato soggetto economico può rivestire all’interno di un determinato territorio”.

Così, come già stabilito nel caso della prima sentenza del Cga, anche la seconda conferma il ritorno al 2006 con Sic e Zps, con la nuova perimetrazione relativa al 2011. Ma non dovrebbero esserci brutte sorprese per gli imprenditori agricoli, poiché stando a quanto emerge dalla stessa sentenza del Cga le indicazioni del piano di gestione sui metodi previsti di produzione agricola, “ancorché orientate alla gestione ecosostenibile – si legge nella sentenza -, non sarebbero state affatto in contrasto con il disciplinare di produzione del pomodoro di Pachino né con la scheda tecnica dell’Igp e nemmeno avrebbero di per sé impedito la serricoltura”. 


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