Pachino, scoperti i primi 10 “furbetti”  dei buoni spesa

L’ufficio Servizi sociali ha sospeso l’emissione e bloccato i pagamenti

Hanno usufruito di altri benefici o l’istanza l’aveva già presentata un altro componente del nucleo familiare. I “furbetti” del buono spesa non si sono fermati nemmeno davanti alle difficoltà dell’emergenza sanitaria, ma sono stati scoperti e adesso, oltre alla sospensione del buono in attesa di revoca, rischiano una denuncia per false attestazioni. I primi 10 beneficiari che non avevano diritto ai buoni sono stati individuati, ed è in corso una approfondita verifica di tutte le istanze della prima tranche di fondi nazionali (per Pachino 223 mila euro), durante la quale sono stati individuati 566 beneficiari su 750 istanze. “Il rischio c’era – ha dichiarato il commissario del Comune, Rosanna Mallemi – ma avevamo la necessità di garantire subito la spesa a chi ne aveva realmente bisogno”. Tanto, i “furbetti”, sarebbero stati pizzicati. E così è stato. “Abbiamo effettuato i controlli – ha spiegato il commissario Mallemi – incrociando i dati della piattaforma ministeriale per il reddito di cittadinanza e quelli dell’Inps. Chi ha dichiarato il falso è stato scoperto. I buoni assegnati a chi non aveva diritto sono stati sospesi in attesa di revoca”.

E per la seconda tranche dei buoni nazionali, che si è chiusa ieri notte, le istanze sono state 751 (una in più della prima tranche), anche se sulle verifiche effettuate alle prime 400, il 50 per cento è già stato scartato poiché il nucleo familiare aveva già usufruito di altri benefici o un altro componente aveva già ottenuto il buono spesa in precedenza. “I buoni riferiti alla seconda tranche – ha continuato Rosanna Mallemi – verranno distribuiti solo dopo un attento e approfondito controllo di tutte le istanze”. Potranno beneficiare dei buoni spesa altri 150 nuclei familiari, che porterebbero a più di 700 nuclei assegnatari in città.

Il contributo sarà erogato in buoni da 50 euro (varierà da 100 a 500 euro in base ai requisiti posseduti) e potrà essere speso in esercizi commerciali, farmacie e parafarmacie. Sarà erogato un solo contributo una tantum per ciascun nucleo familiare: i buoni sono nominativi e non cedibili ad altri, potranno essere spesi esclusivamente nell’esercizio commerciale prescelto o individuato d’ufficio sulla base della distanza dalla residenza. Inoltre non sono frazionabili e non possono essere spesi cumulativamente più di due, scadranno entro il 31 maggio 2020 e devono essere utilizzati per l’acquisto di generi alimentari, farmaci e prodotti di prima necessità.

Successivamente all’erogazione dei buoni spesa della seconda tranche partirà la procedura per l’assegnazione di quelli con fondi regionali, che per Pachino saranno 440 mila euro.


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