Pachino, secondo giorno di sciopero della fame per gli operatori ecologici, il Pd: “La Dusty deve garantire gli stipendi ai suoi lavoratori”

Non percepiscono stipendi da 5 mesi

La Dusty deve pagare gli stipendi ai suoi lavoratori, non può tenere sotto ricatto l’inadempiente Comune di Pachino”. È il circolo pachinese del Partito democratico a puntare il dito contro l’azienda Dusty, che gestisce il servizio di raccolta in città. Da due giorni i lavoratori stanno digiunando in segno di protesta perché non percepiscono stipendio da 5 mesi. Garantiscono il servizio ma, al termine della raccolta, presidiano il cantiere della provinciale per Noto, senza toccare cibo finché non arriveranno gli stipendi.

Dusty non paga i dipendenti perché il Comune non garantisce a sua volta il pagamento dei canoni mensili (da 6 mesi non viene pagato il canone di 240 mila euro, per un totale di quasi un milione e mezzo di euro), a causa dell’elevato livello di evasione in città che ha portato al defalut delle casse comuni. Inoltre l’azienda vanta, sempre dal Comune, un credito di 1 milione 200 mila euro relativo al 2019.

I cittadini che non pagano i servizi vanno individuati e sanzionati – hanno dichiarato Vitaliano Dilorenzo e Giancarlo Barone, del circolo del Pd – il Comune deve attivare i meccanismi di controllo e sanzione, reperire i fondi e pagare l’azienda. Ma, soprattutto, l’azienda non può comportarsi come se Pachino fosse l’unico comune in cui presta servizio: i loro numeri dicono ben altro e ci testimoniano un’attività imprenditoriale sparsa su un vasto territorio ed un importante numero di sedi operative”.

Per il Pd, dunque, è l’azienda che deve mettere le mani in tasca. “Tenere sotto ricatto l’inadempiente Comune di Pachino – hanno continuato i democratici pachinesi – , affamando i suoi lavoratori (Non tutti i quasi mille 550 ma solo quelli di Pachino) configura una serie di condotte illegittime che meritano tutta l’attenzione di tutti gli organismi di controllo (sindacati, Prefettura, Procura), e meritano di portare la protesta direttamente alla sua sede centrale di Catania”.

L’azienda, contattata, non ha voluto replicare.


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