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Passione Civile sulla linea ferroviaria Noto-Pachino: “Esiste un progetto o uno studio di fattibilità? Vediamolo…”

Mentre sui social è una corsa ai meriti, il movimento politico prende posizione e pone qualche domanda sui prossimi passaggi

Prima la premessa (chiaramente) con cui si dice favorevole a qualunque intervento per il recupero della tratta ferroviaria dismessa Noto-Pachino, poi una serie di domande o comunque situazioni che andranno affrontate. Così è Passione Civile il primo movimento politico a prendere posizione sulla vicenda, mentre sui social scoppia la polemica sui meriti.

Cosa chiede Passione Civile: poche cose, ma comunque importanti e da non sottovalutare. E lancia anche la necessità di aprire (riaprire) il dibattito.

“Innanzitutto – dicono da Passione Civile – invitiamo la pubblica amministrazione a rendere noto ai cittadini il progetto di massima per capire se l’intervento ha veramente gambe per camminare e se il tutto verrà portato avanti nella massima trasparenza e non, come spesso accade, per spremere e allocare un tot di soldi pubblici in progetti che poi si arenano nel nulla. Non vogliamo spreco. Una ennesima delusione sarebbe insopportabile”. 

Poi le domande. “Come si pensa di risolvere il problema degli espropri necessari in tutti i punti in cui la tratta negli anni è stata inglobata in proprietà private, in modo abusivo?”. Ed ancora: “Qualora il recupero andasse a buon fine, l’implementazione di una Ferrovia Turistica cosa significa? Per quanto ci è dato sapere non significa l’avvio di un servizio regolare di trasporto passeggeri, con corse quotidiane per 365 giorni all’anno. Ferrovia turistica significa una tratta che solo in particolari periodi dell’anno e, forse, non tutti i giorni ma solo per alcune giornate nell’arco del mese, vedrà effettuare corse al sevizio dei turisti/cittadini con prezzi dei biglietti probabilmente esosi. Su questo punto va fatta chiarezza per non deludere le aspettative dei cittadini che probabilmente immaginano di avere un servizio passeggeri regolare e quotidiano”.

Interrogativi anche sulla gestione della linea turistica e sull’impatto ambientale che potranno avere i treni che saranno utilizzati.  Ed un suggerimento: “Per non finire nel solito calderone all’italiana, dove si fanno progetti perché sono messi a disposizione fondi e non, come dovrebbe essere, viceversa, ancor prima di partire con lo studio di fattibilità, si dovrebbe fare una analisi puntuale e profonda delle reali esigenze del territorio, del mercato turistico locale e, mai in ultimo, dei cittadini residenti, così da implementare un progetto che risponda a tali reali esigenze creando benessere per tutti e non per i soliti pochi a danno dei molti”.


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