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Portopalo, 13 mesi per una visita medica: per il M5S Sud “vicenda che ferisce e non può essere semplice disguido amministrativo”

"I governi di destra, nazionale e regionale, dopo anni alla guida delle istituzioni, non hanno rafforzato il sistema sanitario"

“Tredici mesi di attesa per una persona con disabilità gravissima. Tredici mesi in cui una famiglia ha dovuto affrontare ogni giorno il peso dell’incertezza, della burocrazia e del silenzio delle istituzioni. È una vicenda che ferisce e che non può essere archiviata come un semplice disguido amministrativo. Come Movimento 5 Stelle Siracusa Sud esprimiamo la nostra piena e convinta vicinanza alla famiglia coinvolta, che da oltre un anno combatte una battaglia estenuante per ottenere ciò che dovrebbe essere garantito: assistenza, dignità, risposte concrete. Dietro questa storia non ci sono numeri o pratiche, ma persone in carne e ossa lasciate troppo a lungo sole. Questa situazione è il simbolo di una sanità pubblica che non riesce più a tutelare i più fragili. I governi di destra, nazionale e regionale, dopo anni alla guida delle istituzioni, non hanno rafforzato il sistema sanitario come promesso. Al contrario, i tagli e i ridimensionamenti hanno indebolito la sanità territoriale, ridotto i servizi e allungato le liste d’attesa. E a pagare sono famiglie come quella coinvolta, costrette a vivere mesi interminabili senza risposte”, così in una nota il Movimento 5 Stelle Siracusa Sud.

“La nostra provincia conosce bene queste difficoltà. Portopalo soffre più di altri territori le conseguenze delle chiusure per la sua posizione geografica. La progressiva chiusura di reparti dell’ospedale di Noto e il trasferimento ad Avola hanno aggravato i disagi, rendendo ancora più complicato l’accesso alle cure. In un contesto già fragile, vicende come quella di questa famiglia diventano il segno evidente di un sistema che non regge più”, prosegue la nota.

Come ha dichiarato il coordinatore del M5S Siracusa Sud, il dott. Corrado Fioretti, “quando una famiglia è costretta ad attendere tredici mesi per una persona in condizioni gravissime, non siamo davanti a una semplice inefficienza, ma a un fallimento del sistema”. Su questa vicenda andremo fino in fondo, vigileremo con determinazione e chiederemo risposte chiare agli enti competenti.

“La sanità non ha colore politico: è un diritto di tutti. Proprio per questo continueremo a lottare ogni giorno affinché nessun’altra famiglia debba vivere ciò che sta vivendo quella coinvolta in questa dolorosa vicenda. Perché tredici mesi di attesa, in casi come questo, non sono solo un ritardo: sono un’ingiustizia che non può più ripetersi”, si chiude la nota.


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