Il progetto della Social house non si farà. Così ha deciso il consiglio comunale nella seduta di ieri sera: due soli voti favorevoli, quelli di Rachele Rocca e Corrado Lentinello, fedelissimi del sindaco, Gaetano Montoneri, 4 voti contrari, quelli dell’opposizione Giuseppe Mirarchi, Rossella Micieli, Erika Parisi e Giovanni Nardone e 4 astenuti, i consiglieri di maggioranza nelle fila di Prospettiva, Giorgio Chiaramida, Mary Lupo, Paolo Giuliano ed Elisea Santocono. Assenti il presidente del consiglio, Corrado Scrofano, e il vice, Paoletto Campisi. Una seduta che segna una insanabile frattura della maggioranza guidata dal sindaco Gaetano Montoneri: da un lato Rocca e Lentinello, dall’altro i 6 consiglieri di Prospettiva.
Il progetto
La Social house è un progetto di 3 milioni di euro figlio di un partenariato pubblico/privato tra il Comune e la società “Progetto housing” con sede a Modica, e avrebbe riguardato la realizzazione di 17 alloggi in un’area tra le vie Monte Grappa e Lucio Tasca con affitti a canone agevolato, destinati a famiglie con fasce di reddito basse. Una operazione per cui il partenariato ha ottenuto un finanziamento regionale di 1 milioni e mezzo, con la restante parte a carico dei privati. Per partire, però, il consiglio avrebbe dovuto deliberare entro il 31 ottobre.
La votazione
Chiarissime le posizioni di Rocca e Lentinello, favorevoli all’approvazione poiché considerano la Social house un’opportunità per il territorio e in continuità con il lavoro portato avanti da un anno. Netta la bocciatura dell’opposizione. “Un progetto con tate criticità – ha dichiarato Mirarchi – che lascia incertezze sull’idea di rigenerazione urbana della città in una zona centrale. Questa amministrazione è passata dai fatti alle parole”.
Il punto di vista di Prospettiva
Il gruppo consiliare di Prospettiva si è astenuto con convinzione e vuole scollarsi di dosso una responsabilità che dice di non avere, quella di avere determinato la perdita di un finanziamento. Per questo i consiglieri hanno approfondito e analizzato il progetto “e votato serenamente – ha dichiarato il consigliere Paolo Giuliano – tutelando gli interessi della mia comunità”. Così hanno smontato tutte le illazioni e fatto emergere ciò che viene considerato poco chiaro o che non porta benefici al paese.
Soldi solo ai privati
“Innanzitutto – ha continuato Giuliano – non si parli di perdita di finanziamento. O meglio, lo ha perso una impresa privata poiché al Comune e al paese non avrebbe portato alcun beneficio”. E sciorina tutti i numeri e i dettagli del progetto, portati a conoscenza del gruppo consiliare di maggioranza relativa solo martedì pomeriggio, durante una riunione con il responsabile dell’area Tecnica del comune e i due rappresentanti della società privata. Con l’aggravante, quella del ritardo del coinvolgimento, che ha avuto un ruolo nell’economia del voto. “Un finanziamento pubblico – ha precisato Paolo Giuliano – che avrebbero utilizzato dei privati (tramite il partenariato col Comune) per realizzare delle strutture che saranno private, rimarranno private, verranno gestite dai privati e i criteri di scelta per le assegnazioni non passeranno attraverso l’ente pubblico, a garanzia di una equità sociale, ma anch’esse decise dall’impresa. Mi chiedo dove sta il beneficio per la nostra comunità”.
Quali opere di miglioria?
A conti fatti, c’erano solo promesse. Poche e verbali, a quanto pare. Perché per la realizzazione del parco giochi “l’impresa – ha affermato Elisea Santocono – avrebbe messo a disposizione 20 mila euro, ma solo verbalmente. Non si poteva fare l’intervento in via Nunzio Costa, e quello in via Lucio Tasca solo parzialmente. Ci hanno promesso a parole modifiche in corso d’opera, ma mi chiedo se era il caso approvare un progetto che dopo, sempre a parole, avremmo dovuto stravolgere”.
Inopportuna cementificazione
“E poi – ha spiegato Giuliano – quando ci è stato illustrato il progetto, in cui oltretutto ci è stato detto ben chiaro che il Comune non ha alcuna parte attiva, appariva un’opera aggressiva di cementificazione inadeguata per un paese che vuole puntare sul turismo. Sono state tante le critiche che abbiamo ricevuto dai cittadini, che ci hanno chiesto di puntare a parchi a verde e piazze, anziché al cemento. Per questo riteniamo che qualcuno ha fatto un grosso errore di valutazione, sbagliando ad interpretare il volere della cittadinanza”. Dello stesso parere Giorgio Chiaramida. “Quando abbiamo conosciuto il progetto – ha spiegato Chiaramida – le nostre perplessità sono aumentate rispetto a quelle iniziali. Ecco perché se ritenuto da qualcuno così importante avrebbe dovuto essere discusso nei tempi giusti e nei modi opportuni, e non a ridosso della scadenza”. E chi accusa Mary Lupo di averlo votato in giunta, quando svolgeva il ruolo di assessore, per poi cambiare idea, il capogruppo di Prospettiva rispedisce al mittente l’accusa. “E’ vero – ha chiarito la sua posizione – l’esecutivo di cui facevo parte ha votato l’atto di indirizzo con la mia firma, ma non solo non esisteva progetto, c’era anche una mia dichiarazione in cui emerge una richiesta specifica di potere visionare il progetto e condividerlo con tutti i consiglieri di maggioranza”.
Separati in casa
Ciò che è successo segnerà indubbiamente il futuro della maggioranza del sindaco Montoneri. Anche se nessuno, per ora, si sbilancia. “Continueremo a sostenere il nostro sindaco – ha assicurato Chiaramida – ma non voteremo mai a scatola chiusa in aula. Vogliamo esprimere in maniera democratica il nostro pensiero e valutare serenamente ciò che consideriamo un bene per Portopalo e ciò che non lo è”.
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