Portopalo, la Guardia costiera sequestra 1.500 ricci di mare

I ricci di mare, ritrovati ancora vivi, sono stati rigettati in mare da parte del personale imbarcato

Un’ingente quantità di echinodermi è stata sequestrata dai militari della Capitaneria di Porto e gli esemplari, ritrovati ancora vivi, sono stati rigettati in mare. Prosegue in maniera sistematica l’attività di controllo svolta quotidianamente dal personale della Capitaneria di Porto di Siracusa, e degli Uffici minori dipendenti, a tutela delle risorse ittiche nei confronti dei vari settori d’interesse.

A seguito di una segnalazione telefonica pervenuta all’Ufficio Locale Marittimo di Portopalo di Capo Passero, il personale militare dipendente, sotto il coordinamento della Sala Operativa della Guardia Costiera di Siracusa, si è recato in località “Chiappa” del Comune di Pachino per verificare la presenza di un soggetto intento ad effettuare attività di pesca illegale di ricci di mare.

Giunti sul posto i militari hanno immediatamente avvistato l’uomo, impegnato in attività di pesca subacquea degli echinodermi, ed hanno atteso che lo stesso terminasse l’attività di pesca e fuoriuscisse dall’acqua per poter effettuare i previsti controlli.

Il soggetto è stato fermato dopo che lo stesso aveva caricato il frutto della pesca all’interno del proprio furgone, dove venivano rinvenuti circa 1.500 esemplari di ricci di mare, ancora vivi, un autorespiratore per immersioni subacquee e un attrezzo utilizzato per la raccolta dei ricci, costituito da un gancio piegato all’estremità.

L’uomo è stato condotto all’Ufficio Locale Marittimo di Portopalo di Capo Passero per l’espletamento delle verifiche necessarie e per la redazione e contestazione, nei suoi confronti, della violazione amministrativa prevista dalla normativa vigente per aver effettuato attività di pesca di ricci di mare in tempi vietati.

Si è proceduto, inoltre, al sequestro amministrativo degli echinodermi, dell’attrezzatura da pesca utilizzata, consistente in un autorespiratore e in un gancio usato per la raccolta.

I ricci di mare, ritrovati ancora vivi, sono stati rigettati in mare da parte del personale imbarcato sulla Motovedetta CP 763 che, nel frattempo, aveva raggiunto l’area in attività di pattugliamento.

Dallo scorso primo maggio e fino al 30 giugno (periodo di fecondazione della specie) è in vigore il fermo biologico del riccio di mare. Nel periodo indicato è fatto divieto di pescare, detenere, trasbordare, sbarcare, trasportare e commercializzare il riccio di mare in qualunque stadio di crescita, fattispecie severamente sanzionate dal Decreto Legislativo n. 4 del 9 gennaio 2012.


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