Portopalo, “Le nuove restrizioni Ue ci faranno sparire”: l’assessore Cannarella al tavolo regionale dei pescatori

Ieri a Licata si sono incontrati i rappresentanti delle marinerie di Licata, Porticello, Sciacca, Augusta, Porto Empedocle, Catania, Scoglitti, Portopalo e Trapani

Restrizioni su restrizioni: continuando così la marineria siciliana scomparirà”. Si sono riuniti ieri mattina a Licata, in provincia di Agrigento, i rappresentanti delle marinerie di Portopalo, Licata, Porticello, Sciacca, Augusta, Porto Empedocle, Catania, Scoglitti e Trapani, ed hanno deciso di fare fronte comune per chiedere urgenti soluzioni ai problemi che attanagliano il comparto ittico. Le prime richieste indirizzate all’Unione europea, sono la modifica del piano del Mediterraneo e la revisione del divieto di pesca in alcuni tratti di mare a largo della costa siciliana. Per il comune portopalese ha partecipato al vertice regionale Angelo Cannarella, pescatore e assessore alla Pesca. “In occasione della visita a Palermo del ministro  – ha dichiarato Cannarella – siamo pronti ad incontrare il presidente della Regione Nello Musumeci e l’assessore alla Pesca Edy Bandiera per confrontarci sulle azioni da intraprendere per risolvere i problemi della pesca”.

Il nuovo regolamento dell’Unione Europea ha istituito tre zone di mare in cui la pesca del gambero è vietata: una a sud di Mazara, una a est del bacino di Gela e una a est del banco di Malta. La restrizione è attiva dal 10 luglio, è adottata dall’Ue e recepita dalla Commissione generale della pesca del Mediterraneo, un organismo della Fao a cui aderisce anche l’Italia, per salvaguardare gambero rosso e nasello e consentire la riproduzione. “In queste tre zone – ha spiegato Angelo Cannarella – non possiamo pescare, con gran disagi di limitazione del nostro lavoro”.

Già tante le proteste sollevate la scorsa estate da parte delle marinerie isolane, compresa quella portopalese. Ma non è tutto, perché ci sarebbero altri grattacapi all’orizzonte per i pescatori, in merito al nuovo Piano del Mediterraneo dell’Ue. “Con le nuove disposizioni – ha continuato l’assessore alla Pesca – potremmo essere costretti a installare a bordo dei pescherecci delle telecamere che monitorino le attività di pesca”. In pratica, niente più rigetto dei pesci di scarto in mare ma bisognerà smaltirli nelle discariche apposite. “Ci saranno costo aggiuntivi – ha sottolineato Cannarella – sia di smaltimento, che di manutenzione e gestione delle telecamere. La situazione si fa sempre più pesante, e le marinerie stanno rischiando seriamente di scomparire”.


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