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Portopalo, l’ex sindaco Mirarchi sui conti del Comune: “ora basta polemiche, parlino le autorità”

"Le criticità dei conti comunali hanno natura strutturale e pluriennale, non sono riconducibili a singoli atti né a una sola amministrazione"

“Intervengo una sola volta per chiarezza istituzionale e nel rispetto rigoroso della verità dei fatti. Il recente via libera al piano di riequilibrio finanziario del Comune di Portopalo conferma in modo inequivocabile quanto emerge da tempo dagli atti ufficiali, dalle relazioni tecniche e dalle verifiche degli organi di controllo: le criticità dei conti comunali hanno natura strutturale e pluriennale, non sono riconducibili a singoli atti né a una sola amministrazione e riguardano prevalentemente profili di gestione amministrativo-contabile”. Così in una nota Ferdinando Mirarchi, ex sindaco di Portopalo, qualche giorno dopo l’approvazione da parte del Consiglio comunale del piano di riequilibrio che ha evitato la dichiarazione di dissesto.

“Tali criticità attraversano più esercizi finanziari e più amministrazioni, in un contesto di continuità organizzativa degli uffici e delle funzioni gestionali, come risulta dagli atti e dalle relazioni tecniche disponibili. Si tratta, dunque, di una situazione sistemica, che non può essere ricondotta a logiche di personalizzazione. La Corte dei conti, nell’ambito delle proprie funzioni di controllo, ha esaminato e rilevato nel corso degli anni una situazione finanziaria complessa, caratterizzata da debiti fuori bilancio, difficoltà nella riscossione delle entrate e criticità organizzative interne, senza mai formulare accertamenti di responsabilità personali. Quando un piano di riequilibrio si estende fino al 2044, è evidente che ci si trova di fronte a una condizione strutturale, non a responsabilità episodiche o individualizzabili”, continua la nota.

“L’ordinamento degli enti locali distingue l’indirizzo politico dalle attività amministrativo-contabili per evitare semplificazioni e letture personalizzate che non riflettono la reale articolazione delle funzioni dell’ente. È in questo quadro che vanno lette e comprese le dinamiche contabili richiamate dagli atti ufficiali. Il Testo Unico degli Enti Locali, e in particolare la disciplina del riequilibrio finanziario pluriennale di cui all’art. 243-bis TUEL, regola le situazioni di squilibrio e di potenziale dissesto attraverso procedure rigorose, fondate su verifiche oggettive e su una puntuale distinzione delle competenze. Il quadro normativo e contabile prevede strumenti e procedure specifiche per intervenire tempestivamente sulle situazioni di squilibrio; la loro attivazione rientra nella fisiologia della gestione amministrativa. Lo confermano anche atti e delibere approvati in tempi recentissimi, dai quali emerge come analoghe criticità — riconducibili a una mancata lavorazione contabile sistemica nelle annualità di competenza — abbiano reso necessario il ricorso agli stessi strumenti di regolarizzazione, senza alcuna contestazione sulla legittimità delle forniture o dei servizi resi. Si tratta di circostanze puntualmente documentate”, prosegue ancora l’ex sindaco.

“In questo solco si colloca anche il più recente intervento di riforma in materia di responsabilità amministrativo-contabile, che ha ulteriormente chiarito e rafforzato l’esigenza di ricondurre ogni valutazione di responsabilità all’effettivo esercizio delle funzioni e alla presenza di presupposti giuridicamente qualificati, evitando automatismi, semplificazioni e personalizzazioni estranee all’assetto ordinamentale degli enti locali. Tentare di attribuire responsabilità personali in un quadro così chiaramente delineato da atti ufficiali, relazioni tecniche e verifiche contabili non solo è giuridicamente infondato, ma rappresenta una forzatura che non contribuisce né alla verità né al risanamento dell’ente. I fatti, le date e i documenti sono agli atti e parlano con sufficiente evidenza. Non hanno bisogno di essere piegati a logiche contingenti. Per quanto mi riguarda, questa vicenda è chiarita sul piano dei fatti e del diritto. Ogni ulteriore tentativo di strumentalizzazione non mi riguarda e viene respinto. Le sedi opportune e gli strumenti di tutela esistono e verranno utilizzati solo se e quando sarà necessario”, chiude Mirarchi.


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