Portopalo, lo sfogo di Rachele Rocca: “Nessuna minaccia, lo dimostrerò”

Il vicesindaco è stato accusato di avere rivolto minacce in aula durante l’ultima seduta consiliare rinviata

Un momento della seduta rinviata

Nessuna minaccia, l’unica parola rivolta è stata “vergognati”, per  il suo atteggiamento politicamente sempre poco costruttivo e più distruttivo”. Dopo qualche giorno di silenzio, il vicesindaco e consigliere comunale Rachele Rocca ha deciso di raccontare quanto accaduto nella oramai famosa seduta consiliare di giovedì scorso, sospesa e poi rinviata per un alterco tra la stessa esponente della giunta comunale e il consigliere comunale di Prospettiva, Mary Lupo. “Accuse infondate nei miei confronti – ha raccontato Rocca – e saranno smentite con video tecnico dettagliato, oltre al fatto che legalmente provvederò a fare chiarezza sull’accaduto”. Lo sfogo del vicesindaco in aula, a detta della stessa Rocca, sarebbe legato all’atteggiamento di distacco tenuto dal gruppo di Prospettiva nei confronti dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco, Gaetano Montoneri.

Quando il Governo Nazionale – ha continuato Rocca – ha decretato il lockdwon erano anche loro consiglieri comunali e sono stati più volte invitati a collaborare, ma trovavano  scuse e futili motivi per non farlo. Ecco perché non accetto lezioni da chi sta comodamente seduto a casa o fa incontri non istituzionali al fine di intralciare l’operato di questa amministrazione”. Rachele Rocca non si vuole fermare all’episodio  specifico ma estendere l’analisi all’atteggiamento generico dei consiglieri di Prospettiva.

Non mi spiego il motivo – ha detto Rachele Rocca – per cui dopo solo un anno hanno creato un gruppo separato, se non per tatticismi politici alla vecchia maniera: fare numero e non i fatti. Loro hanno preso le distanze dalla maggioranza da due anni”. Ma all’appello del sindaco “O tutti uniti o andiamo a casa”, Rachele Rocca ha risposto positivamente. “Sono favorevole – ha spiegato il vicesindaco – purché si parli di idee e tematiche e non di poltrone e ruoli come sono abituati a fare”.


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