Portopalo, regolamento Ue per la pesca nel Mediterraneo. Prospettiva: “danneggia i pescatori”

I sei consiglieri comunali hanno scritto al presidente della Regione, Nello Musumeci, chiedendo di intervenire

Un regolamento comunitario che colpisce i pescatori siciliani e incentiva l’importazione di pesce extra Ue, catturato con tecniche inquinanti”. I consiglieri comunali di Prospettiva hanno scritto al presidente della Regione, Nello Musumeci, chiedendo di intervenire attraverso l’Unione Europea per modificare l’ultimo regolamento 2019/1022 sulla pesca in Italia, Spagna e Francia. È entrato in vigore dal primo gennaio e prevede un piano pluriennale di ricostituzione degli stock ittici che vivono anche nel Mediterraneo.

Una norma – hanno scritto Mary Lupo, Scrofano Corrado, Paolo Campisi, Paolo Giuliano, Elisea Santocono e Giorgio Chiaramida – che colpisce soprattutto i pescatori siciliani, perché prevede una riduzione della pesca a strascico e di specie ittiche che sono molto apprezzate nei nostri territori, e che consentono a migliaia di pescatori di lavorare e sopravvivere, nonostante le difficoltà del settore”. Per tutelare alcune specie, infatti, l’Unione Europea è intervenuta per disciplinarne la pesca con delle regole ben precise, introducendo un sistema di quote da distribuire agli stati membri, tra i quali l’Italia, che tramite, il Mipaaf, il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, distribuisce poi a sua volta ai diversi sistemi di cattura.

I 6 consiglieri hanno chiesto l’intervento immediato della Regione a tutela degli interessi dei pescatori, attraverso la modifica del piano pluriennale. Ma c’è di più, perché se da una parte il regolamento  arrecherebbe danni economici agli operatori del settore, dall’altra emergerebbe il rischio di un aumento di importazioni di pesce extra Ue “catturato con tecniche inquinanti – hanno continuato i consiglieri di Prospettiva – e non rispettose degli standard imposti agli operatori europei. Pensiamo sia necessario porre subito rimedio a un provvedimento lesivo della dignità di quei lavoratori che, ogni giorno e ogni notte, affrontano un impegno rischioso per mantenere le proprie famiglie e vengono colpiti indiscriminatamente da chi dovrebbe tutelare, oltre che l’ambiente, anche il lavoro di essi”.


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