Portopalo, un buco da oltre 2 milioni e mezzo di euro nel rendiconto 2018: Comune a rischio dissesto

Il sindaco Gaetano Montoneri: “Proporremo al consiglio comunale il Piano di riequilibrio pluriennale”

Il sindaco Gaetano Montoneri

Portopalo a rischio dissesto. Un altro ente del Siracusano che potrebbe finire in default, dopo Augusta, Lentini, Pachino, Cassaro, Rosolini e il Libero consorzio di Siracusa. E il motivo sarebbe legato a “gravi errori – così li ha chiamati il sindaco, Gaetano Montoneri -, in alcuni rendiconti di gestione degli anni precedenti” che hanno causato un buco da 2,6 milioni di euro. Per correre ai ripari la Giunta municipale ha subito tirato fuori la proposta dal cassetto: “Proporremo al Consiglio comunale – ha dichiarato il sindaco, Gaetano Montoneri -, per salvare Portopalo dal dissesto economico-finanziario, il Piano di riequilibrio pluriennale”.

Portopalo si sta giocando la carta che tutti gli altri enti hanno provato a giocarsi quella di un riequilibrio a cui lo Stato non ha mai dato risposte, ammesso che le procedure nei vari enti siano state fatte rispettando dettagliatamente i dettami normativi. Una strada che potrebbe portare, così come negli altri comuni della provincia, al dissesto.

Rendiconti poco convincenti 

Secondo la ricostruzione fatta dall’amministrazione e dall’ufficio ragioneria, il disavanzo sarebbe stato causato da errori nei rendiconti di gestione 2016 e 2017 “che non sono mai stati bilanciati a 0 – ha spiegato il primo cittadino – ma con un disavanzo di svariati milioni di euro”. Le cause sono sempre le stesse: scarsa capacità di riscossione e spese considerate non proprio fondamentali per la sopravvivenza dell’ente. “Il Comune – ha continuato Montoneri – oggi non ha neanche la forza economica di sistemare i mezzi utili a smontare il palco, tanto per fare un esempio semplicissimo delle enormi difficoltà giornaliere che riscontriamo nel dare risposte ai cittadini anche per cose che sembrano futili, elementari, normali. Ecco, oggi il nostro Comune non è normale, e se prima lo scrivevamo soltanto perché ci sono oltre 4 milioni di euro di fatture non pagate, oggi ci sono carte, numeri che attestano che abbiamo ereditato un disastro”. 

La delibera dello squilibrio 

A conti fatti, quello che emerge dalle denunce dell’amministrazione Montoneri è che il “danno” sia stato fatto dalla precedente amministrazione guidata dall’ex sindaco Giuseppe Mirarchi. Ma questo sarà accertato dagli organi competenti. Anche se il rendiconto di gestione in cui emerge il buco di 2,6 milioni è stato approvato lo scorso settembre proprio dal Consiglio comunale in carica “perché al momento del voto in aula – spiegano dall’amministrazione – agli uffici comunali non erano pervenute tutte le documentazioni che facevano emergere il disavanzo”. Così la giunta ha deliberato in fretta e furia, giovedì scorso, un atto di squilibrio di bilancio che ha l’obiettivo di puntare al Piano di riequilibrio. Ma la parola spetterà ai consiglieri comunali. 

Carte alla Corte dei conti

La scelta dell’amministrazione è stata quella di inviare tutto l’incartamento alla Procura regionale della Corte dei conti “per accertare – sottolinea il sindaco Montoneri – eventuali responsabilità. Era importane mettere un punto e voltare pagina, e noi lo stiamo facendo: abbiamo attuato e continueremo ad attuare delle azioni correttive forti ed incisive, forse “poco politiche”, ma necessarie per riportare il Comune ad essere normale, per azzerare l’enorme danno ereditato”. 

Mirarchi non ci sta 

Respingo le accuse con fondatezza e decisione: vogliono far crede che la colpa è stata della mia gestione, ma sanno bene che è una situazione che si trascina da decenni. Lo dimostrerò”. L’ex sindaco Giuseppe Mirarchi, attualmente tra i banchi dell’opposizione, è pronto a documentare, carte alla mano, quanto sostiene. “Montoneri la smetta di cerare fantasmi – ha detto Mirarchi – e cominci ad occuparsi dei problemi e a gestirli”. Mirarchi parla di avere già ereditato una situazione critica al suo insediamento da sindaco nel 2014. “Già nel 2013 – ha spiegato l’ex sindaco – la corte dei conti aveva rilevato elementi di criticità molto serie, dovute a eccesso di valutazione delle entrate e, inoltre, c’erano già consistenti disavanzi che dimostrerò nelle sedi opportune. L’attuale sindaco insiste a restare in sella ma la sua è un’amministrazione già finita prima di cominciare. La popolazione è delusa e non lo vuole più, è rimasto con due consiglieri e in certi casi ci vuole dignità: si prepari la valigia e restituiamo la parola agli elettori”. 


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