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Racket ed estorsioni, uno dei boss di Cosa nostra individuato a Portopalo

Giuseppe Giuliano, 58 anni, è stato arrestato nel paese marinaro

Giuseppe Giuliano

Si trovava a Portopalo Giuseppe Giuliano, 58 anni, uno dei 16 boss di Cosa nostra arrestati all’alba da carabinieri e polizia coordinati dalla Dda di Palermo. Giuliano è stato fermato dai militari dell’Arma nel paese marinaro, nell’ambito dell’operazione “Stirpe”, in cui sono finiti in arresto anche Giuseppe Greco, 63 anni, figlio di Salvatore Greco, detto “Il senatore”, fratello di Michele, il “papa di Ciaculli”, Ignazio Ingrassia, 71 anni, detto “boiacane” e Giuseppe Giuliano, 58 anni, detto “il folonari”.

Gli “affari” delle famiglie mafiose si basano su estorsioni, cocaina e il forte legame con la mafia a stelle e strisce. Centinaia le vittime del sistema delle estorsioni dei clan: supermercati, autodemolitori, macellerie, bar, discoteche, farmacie, panifici, imprese di costruzione.

I nomi degli arrestati: Giuseppe Greco, 63 anni, Ignazio Ingrassia, 71 anni, Giuseppe Giuliano, 58 anni, Giovanni Di Lisciandro, 70 anni, Stefano
Nolano, 42 anni, Angelo Vitrano, 63 anni, Maurizio Di Fede, 53 anni, Gaspare Sanseverino, 48 anni, Girolamo Celesia, 53 anni, Sebastiano Caccamo, 66 anni, Giuseppe Ciresi, 32 anni, Onofrio Claudio Palma, 43 anni, Rosario Montalbano, 35 anni, Salvatore Gucciardi, 41 anni, Giuseppe Caserta, 46 anni e Filippo Marcello Tutino 60 anni.


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