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Ricercatori scoprono che gambling e sport estremi sono molto simili

Nel 2011, un gruppo di ricercatori dell’Università di Bergen – in Norvegia – ha realizzato uno studio davvero interessante che, a distanza di dieci anni, lascia ancora molti quesiti aperti

Nel 2011, un gruppo di ricercatori dell’Università di Bergen – in Norvegia – ha realizzato uno studio davvero interessante che, a distanza di dieci anni, lascia ancora molti quesiti aperti. Nata quasi per caso come parte di un progetto assegnato ad alcuni studenti per ottenere i crediti necessari per terminare un corso, questa ricerca si è posta l’obiettivo specifico di scoprire se la pratica di uno sport estremo come il paracadutismo può contribuire a aiutare le persone affette da una dipendenza dal gioco d’azzardo. Il progetto ha poi suscitato un tale interesse nella comunità scientifica locale da aver condotto gli studenti Renate Tverå, Susanne Hagatun e Camilla Lindgren – sotto la supervisione della D.ssa Helga Myrseth del Dipartimento di Psicologia – a pubblicarne i risultati sulla prestigiosa rivista scientifica Journal of Psychology.

A seguire si espongono i risultati ottenuti da questo studio ponendo un’enfasi particolare sugli elementi che accomunano – ma senza tralasciare quelli che, invece, contraddistinguono – i due gruppi sotto esame, solo in apparenza molto diversi e ognuno specializzato nell’acquisizione di conoscenze distinte come le scale del poker o la natura selvaggia.

Gambling e sport estremi: ciò che li distingue

I due gruppi di persone sotto osservazione diretta presentano differenze importanti. La prima riguarda la presenza di un fattore negativo come causa che li spinge a dedicarsi alle loro attività specifiche. Mentre i giocatori sotto esame sono mossi da un problema di salute di fondo – una compulsione, per l’appunto – i paracadutisti sono persone in salute a cui non è stata diagnosticata alcuna malattia. La seconda è invece relazionata con la frequenza con la quale hanno la possibilità di dedicarsi alla loro compulsione – o passione – specifica. Tendenzialmente, un giocatore non ha quasi mai difficoltà nell’avere a sua disposizione una slot machine, sia essa ubicata fisicamente in un bar o un casinò, oppure vi abbia accesso su una piattaforma online comodamente dal divano di casa sua. Uno skydiver, invece, può generalmente lanciarsi nel fine settimana o durante le vacanze, quindi un numero inferiore di volte nel corso dell’anno e, dovuto al grande sforzo fisico, della giornata. La minore incidenza dell’elemento rutinario, per questi ultimi, contribuisce ad accrescere l’attesa e, così, rendere ancora più elettrizzante e adrenalinico il momento del lancio.

Gambling e sport estremi: ciò che li accomuna

In primo luogo, tanto gli scommettitori quanto gli atleti che praticano sport estremi sono stati scelti per lo studio in questione per essere accomunati da due elementi principali. Il primo è la necessità di svolgere la loro attività specifica – si tratti di scommettere o praticare paracadutismo. Il secondo – strettamente collegato con il primo – è che il desiderio che li muove è estremo. Detto in termini più semplici, il piatto in una mano in qualsiasi variante del poker o l’altezza da cui si lanciano devono essere tali da risultare rischiose e, per questo, particolarmente stimolanti.

Gambling e sport estremi: le differenze si riducono

Un gruppo congiunto di ricercatori di origine californiana ed australiana ha pubblicato di recente sul National Institutes of Health Permanente Journal risultati che trasformerebbero le vecchie differenze in somiglianze significative. Per loro, infatti –diversamente da quanto affermato dalla D.ssa Myrseth – praticare uno sport estremo potrebbe essere un campanello d’allarme che porta all’individuazione di persone affette da problemi mentali. Per esempio, il paracadutismo – come il gioco d’azzardo – potrebbe attrarre persone con una predisposizione genetica o tratti della personalità orientati alla ricerca del rischio, oppure disturbi psichiatrici in cui impulsività e assunzione di rischi hanno un ruolo preponderante.

Il futuro della ricerca sul gambling e gli sport estremi

Con lo studio dell’Università di Bergen a fare da antesignano, la ricerca sulla relazione tra il gioco d’azzardo e gli sport estremi è più che mai aperta a nuove scoperte. Tenendo in considerazione le somiglianze – e le differenze – che li contraddistinguono, gli scienziati continuano a porsi domande come: l’impulsività e a ricerca di forti emozioni sono fattori genetici? Oppure, non sono altro che necessità che aumentano svolgendo queste attività?


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