Il Partito Democratico di Pachino chiede ufficialmente all’Amministrazione comunale di valutare l’adesione alla cosiddetta “Rottamazione quinques” prevista dalla Legge di Bilancio 2026, offrendo così ai cittadini la possibilità di definire in modo agevolato i debiti tributari nei confronti dell’Ente.
La proposta, protocollata formalmente, viene indicata dal circolo cittadino come “l’unica iniziativa ufficiale del Pd di Pachino” sul tema. Secondo quanto dichiarato dal segretario Joseph Franzò, il lavoro di approfondimento sarebbe in corso dal 29 gennaio 2026, con il contributo di Angelo Pantoni, del consigliere comunale Davide Fronterrè e del Gruppo di Controllo Amministrativo del partito. Alla richiesta sarebbero stati allegati riferimenti normativi – tra cui i commi 102-110 dell’articolo 1 della Legge di Bilancio 2026 – oltre a documentazione tecnica, interrogazioni parlamentari e pareri di settore.
Il Pd precisa inoltre che altre iniziative riportate a mezzo stampa come provenienti da “democratici” non sarebbero riconducibili alla linea ufficiale del partito locale, ma a iniziative personali.
Nel merito della proposta, la norma nazionale consente ai Comuni – nel rispetto dei vincoli di bilancio – di introdurre una definizione agevolata dei debiti tributari locali. L’adesione non è automatica: spetta infatti all’Amministrazione comunale decidere se attivare la misura attraverso una delibera di Giunta, cui dovrebbe seguire un apposito regolamento approvato dal Consiglio comunale.
Per i cittadini di Pachino, secondo il Pd, si tratterebbe di un’opportunità concreta. L’Ente potrebbe consentire l’estinzione dei debiti maturati tra il 2000 e il 2023 pagando il solo capitale, maggiorato di un interesse annuo del 3%, con l’abbattimento totale di sanzioni e interessi e la possibilità di rateizzazione fino a 54 mesi, sulla scorta della disciplina nazionale. La definizione potrebbe riguardare anche debiti oggetto di contenzioso, contribuendo a ridurre l’incertezza legata alle procedure di riscossione.
Un aspetto rilevante riguarda la situazione finanziaria dell’Ente. Per i debiti antecedenti al 2019, essendo il Comune in dissesto, la competenza spetterebbe all’Organismo Straordinario di Liquidazione (OSL), pur restando possibile – secondo il Pd – una sollecitazione politica in tal senso. Per i debiti successivi al 2019, invece, la decisione competerebbe direttamente all’Amministrazione comunale.
Alla luce dell’attuale contesto, caratterizzato da pignoramenti, accertamenti esecutivi e riscossione affidata a un agente esterno, il Partito Democratico ritiene la rottamazione uno strumento “semplice ed efficace” per agevolare i cittadini e, al tempo stesso, incrementare le entrate dell’Ente, soprattutto con riferimento ai crediti di difficile esigibilità.
Anche l’Anci, in una nota di commento alla Legge di Bilancio, avrebbe evidenziato i potenziali benefici in termini di riscossione e semplificazione amministrativa. Altri Comuni in dissesto, come Canicattì, avrebbero già scelto di aderire alla misura.
“È il momento di agire. Aderire alla Rottamazione quinques significa offrire ai cittadini un’opportunità concreta per sanare la propria posizione e, allo stesso tempo, recuperare risorse altrimenti difficilmente esigibili, contribuendo a una gestione più sostenibile e responsabile delle finanze locali”, afferma il segretario del Pd Joseph Franzò.
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