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Sequestro del lido Scialai a Portopalo. Per la Procura è illegittimo dal 2019. La difesa: “tutto regolare”

La concessione rilasciata nel 2013 sarebbe stata superata dal Piano Paesaggistico del 2019, che prevede per quel lembo di costa un divieto assoluto di nuove strutture balneari

La Procura della Repubblica di Siracusa ha disposto nei giorni scorsi il sequestro preventivo del lido Scialai, a Portopalo di Capo Passero. Secondo l’ipotesi investigativa, lo stabilimento sarebbe sorto in un’area sottoposta a vincolo del piano paesaggistico che vieta la realizzazione di chioschi e lidi. La concessione rilasciata nel 2013, infatti, sarebbe stata superata dal Piano Paesaggistico del 2019, che prevede per quel lembo di costa un divieto assoluto di nuove strutture balneari.

In assenza di un rinnovo dell’autorizzazione – che non sarebbe stato comunque compatibile con il nuovo regime – l’attività non avrebbe più titolo a permanere. A replicare sono i legali del lido, Giuseppe Gurrieri e Mario Giuffrida, che hanno già avviato un’interlocuzione con la Procura. “Abbiamo messo a disposizione numerosi documenti che confutano gli elementi alla base del sequestro – dichiarano – e depositeremo a breve una memoria esplicativa. La legittimità dello stabilimento è stata riconosciuta sin dal 2013, anno di rilascio della concessione demaniale, e confermata da vari provvedimenti regionali anche successivi al 2019”. La difesa sottolinea che il divieto introdotto con il Piano riguarda le nuove autorizzazioni e non quelle già in essere: “Un principio generale – spiegano i legali – applicato anche nel caso concreto e posto a fondamento dei rinnovi ottenuti negli anni”.

La vicenda ha suscitato forte eco sui social e in città, anche per il video diffuso dal titolare Simone Greco, che ha parlato di una possibile matrice politica dietro il provvedimento. A stretto giro è arrivata la replica del sindaco Rachele Rocca, che ha respinto ogni allusione ad attacchi politici, chiarendo che l’atto è stato emesso esclusivamente dalla magistratura e non dal Comune, ribadendo la fiducia negli organi giudiziari. Posto il fatto che si tratta di sequestro preventivo, il caso resta ora nelle mani della magistratura, chiamata a valutare le memorie difensive e a stabilire se l’attività del lido sia da ritenersi compatibile con i vincoli imposti dal piano paesaggistico in virtù di una licenza pregressa oppure no.


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