Portopalo, bomba d’aereo da 500 kg fatta brillare dalla Marina Militare

Giaceva da oltre 70 anni a 5 metri di profondità nelle immediate vicinanze dell’ingresso del porto

Dal 10 al 11 giugno 2019 i Palombari del Gruppo Operativo Subacquei (Gos) del Comando Subacquei ed Incursori della Marina Militare (Comsubin), distaccati presso il Nucleo Sdai (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi) di Augusta, hanno condotto una delicata operazione subacquea nelle acque di Portopalo di Capo Passero attraverso la quale è stata neutralizzata una bomba d’aereo risalente al secondo conflitto mondiale.

L’intervento d’urgenza del Nucleo Sdai è stato richiesto dalla Prefettura di Siracusa, a seguito della segnalazione di un apneista sportivo,  all’Ufficio Locale Marittimo di Portopalo di Capo Passero circa il rinvenimento di un grosso manufatto riconducibile, per la propria forma, a quello di un ordigno esplosivo.

Giunti sul posto, i Palombari del Gos hanno riconosciuto l’oggetto segnalato come una bomba d’aereo tedesca da 500 kg, risalente alla seconda guerra mondiale, che giaceva da oltre 70 anni a 5 metri di profondità nelle immediate vicinanze dell’ingresso del porto.

L’intervento di bonifica è stato condotto attraverso le consolidate procedute in uso al Gruppo Operativo Subacquei tese a preservare l’ecosistema marino in una zona di sicurezza individuata dalla locale Autorità Marittima.

Al termine dell’operazione, il comandante del Nucleo Sdai di Augusta, Tenente di Vascello Marco Presti, ha dichiarato: “Siamo intervenuti ancora una volta a Portopalo per verificare quanto segnalato da un cittadino circa la presenza di un probabile ordigno esplosivo. Grazie a questa tempestiva segnalazione, la prefettura di Siracusa ha potuto incaricarci di controllare un manufatto che è risultato essere una pericolosa bomba d’aero da 500 Kg di fabbricazione tedesca. In occasione della stagione balneare voglio ricordare a chiunque dovesse imbattersi in oggetti simili, che questi manufatti possono essere molto pericolosi e pertanto non devono essere toccati o manomessi in alcun modo, ma ne va denunciato immediatamente il ritrovamento alla locale Capitaneria di Porto o alla più vicina stazione dei Carabinieri, così da consentire l’intervento dei Palombari di Comsubin al fine di rispristinare le condizioni di sicurezza del nostro mare”.


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