Pachino, finisce l’incubo crollo per la fornace della tonnara di Marzamemi: avviato il recupero

Assieme agli scieri, è uno dei due gioielli del complesso

La fornace non crollerà, anzi, splenderà di nuova luce. Sono stati avviati i lavori di messa in sicurezza e recupero di uno dei simboli dell’intera tonnara di Marzamemi, in cui sono in corso i lavori di riqualificazione dei cortili. Lo scorso novembre è iniziato il recupero di un’area di 3 mila 700 metri quadri complessivi nel “cuore” del borgo marinaro, tra piazza Regina Margherita e le vie Letizia, Marzamemi e Jonio, di cui mille 800 coperti, che ospiteranno 20 bassi commerciali dai 25 metri quadri sino ai 180 metri quadri.

Un’operazione da oltre 3 milioni di euro avviata dalla società “Tonnara di Marzamemi srl”, che fa riferimento all’imprenditore catanese Giuseppe Parasiliti. I due gioielli custoditi dai cortili sono la fornace, appunto, che rischiava il crollo a causa della mancata manutenzione, e gli scieri, i due vecchi barconi dei pescatori, che da 15 anni giacciono semidistrutti proprio nei cortili. I barconi, che erano di proprietà della famiglia Bonaccorsi e dal 2005 sono vincolati dalla Soprintendenza di Siracusa come bene di particolare interesse storico-artistico ed etno-antropologico, verranno restaurati a spese della società. E anche la fornace, dall’alto della sua imponenza, tornerà orgogliosamente a dominare il panorama del centro storico del borgo marinaro.

I cortili sono l’unica parte dell’ex tonnara del borgo marinaro che non avevano ancora subito interventi di ristrutturazione: il loggione e il cortile di Villadorata ospitano matrimoni ed eventi, tra cui il Festival internazionale del Cinema di Frontiera, il palazzo è diventato un appartamento di lusso mentre i vecchi cortili della fornace, dopo l’ultima mattanza del 1969, erano rimasti abbandonati al proprio destino. Ora diventeranno piccole botteghe commerciali, poiché la proprietà nel 2017 ha chiesto il cambio di destinazione d’uso del progetto ad attività commerciale e turistico-ricettiva, poiché l’idea originaria era solo quella di strutture ricettive, ottenendolo lo scorso luglio, dopo avere incassato anche i pareri favorevoli sanitari e della Soprintendenza ai Beni culturali di Siracusa. E dopo avere effettuato nelle casse comunali il pagamento di 70 mila euro di oneri di urbanizzazione.


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