Pachino, costringeva l’ex a strisciare per terra e a mangiare fango: arrestato compagno violento

L’arrestato ha, in più occasioni, per futili motivi, legati anche alla gelosia, aggredito la donna con la quale aveva un rapporto sentimentale, picchiandola con estrema violenza e costringendola a sottomettersi a situazioni umilianti

Agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Pachino, coordinati dal Dirigente, Maria Antonietta Malandrino, hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare degli arresti domiciliari, per i reati di sequestro di persona aggravato, violenza sessuale aggravata, lesioni personali aggravate, minacce e percosse, emessa dal Gip del Tribunale di Siracusa, Andrea Migneco, su richiesta del Pubblico Ministero, Marco Dragonetti, nei confronti di Corrado Cirrinà, pachinese di 37 anni.

Le indagini, svolte dagli investigatori del Commissariato, sotto la direzione della Procura della Repubblica aretusea, hanno consentito di accertare gravi indizi di colpevolezza a carico dell’uomo in ordine a gravi e violenti comportamenti perpetrati dallo stesso nei confronti della sua ex compagna, una donna di 48 anni. L’arrestato ha, in più occasioni, per futili motivi, legati anche alla gelosia, aggredito la donna con la quale aveva un rapporto sentimentale, picchiandola con estrema violenza e costringendola a sottomettersi a situazioni umilianti.

L’uomo, come si legge nell’ordinanza cautelare emessa dal Gip, cagionava alla donna alcune lesioni, quando “in particolare, dopo essersi recato con lei in un fondo agricolo di sua proprietà, colto da gelosia verso l’ex compagno della donna, dapprima scaraventava al suolo la persona offesa e le sferrava dei calci, di seguito, afferrando un oggetto in ferro, la colpiva ripetutamente sino a cagionarle più ecchimosi ai gomiti ed alle gambe ed una frattura lacero contusa al capo, con l’aggravante dell’aver agito per futili motivi derivanti dalla gelosia e dell’avere commesso il fatto in danno di una persona cui era legato da una relazione sentimentale”.

Inoltre, Cirinnà ha sottoposto la sua vittima a truculenti atti di umiliazione come, ad esempio, costringerla a strisciare per terra ed a mangiare del fango. Tali comportamenti hanno raggiunto l’apice della violenza durante un litigio, nel corso del quale, come si evince dall’ordinanza cautelare “ha portato con sé la donna in auto, sino a condurla all’interno di un fondo agricolo di sua proprietà, afferrava un coltello che custodiva all’interno del veicolo, la minacciava ed insultava” facendole compiere contro la sua volontà degradanti atti sessuali.


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