Pachino, perseguitava l’ex compagna: 37enne ai domiciliari

Un'aggressione nei confronti del nuovo compagno della donna

Era già accusato di atti persecutori e lesioni aggravate ai danni dell’ex compagna da più di un anno, da cui era scaturito un divietò di avvicinamento. Ma la scorsa settimana avrebbe aggredito il nuovo compagno della sua ex, così il giudice del tribunale di Siracusa, Liborio Mazziotta, ha disposto l’aggravamento della misura cautelare per C.L., 37 anni, finito agli arresti domiciliari.

La vicenda giudiziaria tra l’uomo e l’ex compagna risale già a diversi mesi durante cui il trentasette avrebbe mal digerito la separazione con la donna 34enne, e sono nate incomprensioni e conflittualità anche per la cura e l’affidamento del figlio. La donna, difesa dall’avvocato Giovanni Giuca, ha presentato 13 querele nei confronti dell’ex compagno, che in un primo momento, a novembre del 2019, era stato colpito da divieto di avvicinamento a 200 metri dalla ex e dai luoghi di lavoro e pochi giorni fa, su proposta della procura di Siracusa, è finito ai domiciliari.

L’uomo, infatti, stando alla ricostruzione contenuta nell’ordinanza del giudice, avrebbe aggredito a Siracusa lo scorso 21 ottobre l’attuale compagno della sua ex. I due, avendo ripotato contusioni ed escoriazioni, si sono ritrovati al pronto soccorso dell’ospedale Umberto I, ma stavolta assieme alle rispettive compagne, e si è riacceso lo scontro.

Il tribunale di Siracusa ha ritenuto necessaria l’applicazione degli arresti domiciliari poiché l’uomo avrebbe ripetutamente dimostrato un’“insofferenza” verso le prescrizioni del divieto di avvicinamento e ai luoghi frequentati dall’ex moglie, violate diverse volte.

C’è da precisare – ha spiegato l’avvocato Giuseppe Gurrieri – che il 37enne convive a Siracusa con la nuova compagna dai primi di settembre, ha incontrato casualmente il nuovo compagno della ex ed è stato aggredito verbalmente più di una volta. Non solo, a luglio c’era già stata una richiesta di inasprimento della misura cautelare rigettata dal Giudice per le indagini preliminari. Produrrò una raccolta di elementi documentali e dichiarazioni per presentare richiesta di revoca della misura”.


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