“Ci costituiremo parte civile nel processo contro i due consiglieri. L’antimafia è una cosa seria, proprio come la mia amministrazione. A dimostrarlo sono gli atti amministrativi e i fatti. Basta all’opposizione politica che si maschera da opposizione giudiziaria“. Il sindaco di Pachino, Roberto Bruno, si difende così dalle accuse provenienti dall’opposizione e rassicura il giornalista e direttore de “La Spia”, da sempre in prima linea nella battaglia contro la mafia (e per questo sotto scorta), che aveva invitato il Comune di Pachino a costituirsi parte civile nel dibattimento contro Salvatore Giuliano, già condannato per associazione mafiosa e contro i politici locali Salvatore Spataro, ex assessore allo Sport, Turismo e Spettacolo del Comune di Pachino e consigliere comunale in carica e Massimo Agricola, consigliere comunale in carica.
Borrometi, con una lunga lettera pubblicata nel quotidiano da lui diretto, ha chiesto al primo cittadino di far costituire il Comune come parte civile nel processo che prenderà il via tra qualche settimana. I due consiglieri comunali, insieme con l’ex sindaco Paolo Bonaiuto, nel novembre 2016 furono raggiunti dall’avviso di conclusione indagini per concussione in concorso, poichè secondo l’accusa costrinsero un imprenditore a pagare una tangente da 10 mila euro per una manifestazione.
“Veda, caro sindaco – scrive Borrometi –, sono certo che la lotta alle mafie si faccia anche con gesti simbolici e con scelte chiare. Aspetto secondario ma comunque importante: la costituzione di parte civile potrebbe portare un risarcimento in favore della Città per servizi o attività per chi ha realmente bisogno. Convinto che non Paolo Borrometi (piccolo e scarso giornalista) ma la bella Pachino ed i suoi laboriosi cittadini meritino scelte chiare, quelle stesse a cui Lei faceva giustamente riferimento“.
Il sindaco Bruno ha rassicurato Borrometi lamentando però il fatto che “non è stato corretto né con me, né con la mia amministrazione né con il Comune di Pachino che rappresento – ha detto – lo invitai Borrometi a venire a Pachino ad agosto ma fino a oggi non si è mai fatto sentire né con me né con la mia amministrazione pubblicando articoli ispirati dalla mia opposizione” e ha preteso chiarezza da tutti, rappresentanti politici, imprenditori e consiglieri. Con particolare attenzione al movimento Cambiamenti e ai 4 consiglieri che hanno deciso di passare all’opposizione. “Chi mi attacca dicendo falsità e bugie dovrebbe fare valutazione approfondita e seria – ha concluso – e io dico no al gioco al massacro”.
“Penso sia una bella giornata per Pachino – risponde Borrometi infine – dopo la mia lettera aperta finalmente il sindaco di Pachino ha annunciato di costituirsi parte civile contro i due consiglieri comunali, Agricola e Spataro, che nell’ultimo periodo sono stati spesso determinanti per la sua maggioranza e contro il capomafia Salvatore Giuliano. Noto con dispiacere, però, che ancora una volta il sindaco mi attacca accusandomi di essere ispirato da “frange della sua opposizione”. Ricordo al sindaco Bruno che un giornalista è libero e indipendente e io non ho alcuna fonte ispirata dalla sua opposizione. Oggi pubblicherò un video di risposta alle sue parole, con cui lo inviterò a fare antimafia con nomi e cognomi, gli stessi che cerco di fare io. È molto più semplice attaccare un giornalista che cerca di fare solo il proprio dovere rispetto a denunciare i mafiosi, così come aspetto il suo invito per un’iniziativa comune in città, la verità è che quell’invito sbandierato a me non è mai arrivato”.